Arena dello Stretto storia di una zona mitica

Arena dello Stretto storia di una zona mitica

Ottobre 28, 2018 0 Di Ilaria Ronchini

Arena dello Stretto storia di un teatro veramente bellissimo ed unico, in stile greco ed inimitabile. Affacciato sullo Stretto di Messina, fra la Calabria e la Sicilia c’è l’Arena dello Stretto, sito sul lungo mare Facolmatà. Un teatro in stile greco antico, con l’incredibile spettacolo dello stretto, e le luci della costa Sicula a fare da scenario ad ogni opera o evento messo in scena.

Arena dello Stretto storia attraverso il tempo 

Inizialmente al posto dell’attuale Arena dello Stretto vi era il Molo di porto Salvo . Nel dicembre del 1908 però, un terremoto di magnitudo 7.1 scosse la città radendola al suolo. Ma 14 anni più tardi con l’avvento del Fascismo la città fu ricostruita, ed al posto del molo fu eretta l’attuale Arena dello Stretto; con la costruzione dell’arena fu commissionata a Camillo Autore una statua: Athena Promachos. Da allora l’arena è stata teatro di diversi eventi mondani fra i quali il tour di RTL102.5 Miss Italia nel mondo. Nel 2006 l’arena fu intitolata al senatore Ciccio Franco ovvero Francesco Franco, rappresentante del Movimento Sociale Italiano- Destra Nazionale (un partito di estrema destra) conosciuto come Capopopolo durante la Rivolta di Reggio nel 1970; questo evento di fatto suscitò molto scalpore nella popolazione, evidentemente non tutti concordi con l’intitolazione. Ad oggi l’arena dello stretto non è più molto utilizzata da svariati anni per i costi e le difficoltà con le politiche interne, lasciando questa meraviglia un po’ a se stessa.

Arena dello Stretto struttura e la statua dell’ Athena

Reggio Calabria, panorama dell'Arena dello stretto storia e tradizione

Reggio Calabria, panorama dell’Arena dello stretto storia e tradizione

L’Arena dello Stretto è a forma circolare, con affaccio sul mare e diversi gradoni a fungere da gradinata, nel quale vi è anche inserito il passaggio per i disabili. Ma il vero simbolo della città non chè punto di forza spirituale dell’arena è, certamente  la statua di Athena Promachos (chiamata anche Cippo Marmoreo): statua in bronzo che rappresenta la dea Greca della sapienza, delle arti e della guerra. La dea viene ritratta in piedi in posizione d’attacco pronta a lanciare una lancia con la mano destra e lo scudo nell’altra. Questo tipo di statua è una copia della stessa sita ad Atene scolpita a suo tempo da Fidia, scultore ed architetto ateniese intorno al 460a.C . Questa statua come la sua gemella ad Atene è alta 7 metri e 60 centimetri, come per la città di Messina anche ad Atene la statua svolgeva la funzione di protettrice spirituale degli abitanti e vegliava dall’alto dell’acropoli, nelle vesti di guerriera: infatti il nome Athena Promachos in greco significa “Atena che combatte in prima linea”.

Inizialmente la statua era rivolta verso il mare a protezione della città dai nemici che provenivano da lì per attaccare, saccheggiare la città, ma essa nel 2001 fu girata verso la stessa sempre a proteggere e salvaguardare i suoi abitanti, ma dai pericoli interni, come a significare che la saggezza avrebbe sempre vinto su tutti i mali.

Ahtena Promachos L'arena dello stretto

Athena Promachos crediti: IL PRIMATO NAZIONALE

Attraverso una decisione di Giuseppe Scopelliti nel 2006, questa opera, l’Arena dello stretto ebbe una dedica ed ha tuttora una dedica controversa. Ciccio Franco, il senatore, cosa che creato non pochi dibattiti tra i cittadini di Reggio. Franco fu definito come: “un modello per la destra di oggi, ed i Moti di Reggio un’esperienza di popolo sintomatica, riferita ad un periodo storico scandito da un particolare fermento e brillantemente guidato da Franco e da tutti gli altri esponenti”

Non è stata una decisione presa benissimo come detto ma tant’è, oggi il teatro porta con sé questa speciale dedica. Dopo aver visto la costruzione del teatro, andiamo a scoprire una ultima curiosità su una statua, quella dell’Athena Promachos. La statua dell’Arena dello Stretto, l’Atena Promachos, è situata nello stesso punto in cui il 31 luglio del 1900 Vittorio Emanuele III sbarcò a Messina e a lui dedicata.