Plastic free: l’Unione Europea contro plastica monouso

Plastic free: l’Unione Europea contro plastica monouso

Ottobre 28, 2018 0 Di Marco Tarantino

Plastic Free, senza plastica, liberi da questo materiale. In parole povere poverissime, un concetto che sta diventando di uso comune e sempre più importante per l’Unione Europea oltre che per l’opinione pubblica.

Il 2050 non è lontanissimo, il concetto di Plastic free è diventato di dominio pubblico, un problema di livello mondiale, globale, un problema del nostro mondo e soprattutto dei nostri mari. Ma non solo. In Italia ha preso sempre più piede, un concetto che è diventato un dogma per molti, deve ancora prendere piede a livello globale visto che non è ancora stimato il rischio per i nostri mari se continueremo a produrre ed utilizzare in maniera errata la plastica.

Quali saranno le mosse dell’UE in questo senso che vedranno coinvolto anche il nostro paese? Vediamole nel dettaglio.

 

Plastic free, le mosse dell’Unione Europea

In quell’anno secondo le stime più ottimiste avremo più plastica che pesci negli oceani.

Dai 5 ai 13 milioni di tonnellate di plastica ogni anno inquinano spiagge e oceani.

Il problema?

  • Ambientale
  • Salutare

Il motivo è chiaro: in 130 specie marine sono state rinvenute tracce di plastica. Cosa vuol dire? La plastica e le microplastiche vanno a finire nella catena alimentare dell’uomo attraverso quello che peschiamo e attraverso il sale marino.

Il rischio è altissimo. L’Unione Europea vieterà il consumo in UE di alcuni tipi di plastica monouso. La normativa deve essere ancora approvata a livello definitivo ma potrebbe essere una manna dal cielo per la natura e la salute umana.

Cosa sarà vietato?

  1. Posate,
  2. bastoncini cotonati,
  3. piatti,
  4. cannucce,
  5. bastoncini per palloncini
  6. miscelatori bibite

Direi che come primo passo non sarebbe affatto male, ma oltre a questo aspetto andranno presi provvedimenti seri anche nei confronti delle cicche che inquinano il mare, un altro tarlo per quanto riguarda la salute degli oceani e di conseguenza del mondo e del nostro pianeta, che riguarda tutti, nessuno escluso.

Riusciremo prima o poi a rimettere in sesto il pianeta e provare nuovamente a rispettare, come merita, la natura?