Commedia dell’arte: Stenterello

Commedia dell’arte: Stenterello

Novembre 18, 2018 0 Di Ilaria Ronchini

Commedia dell’arte Stenterello, conoscete la sua storia e le origini? Prima di introdurre il personaggio della Commedia dell’arte, Stenterello dobbiamo spiegare cosa è quest’ultima. Cos’è la Commedia dell’arte?

La Commedia dell’arte nasce nel 1500, principalmente a Venezia dove le famiglie nobili iniziarono a costruire degli spazi appositi per le opere teatrali e ad aprirle al pubblico dietro pagamento di un biglietto, prima infatti le opere teatrali erano riservate prettamente alla nobiltà, che assisteva ai meoldrammi nelle proprie corti, ma gli attori che vi si esbivano non erano dei professionisti. Infatti il mestirere dell’attore è divenuto tale solo con la commedia dell’arte, che, assieme alla rivoluzione di Carlo Goldoni, ha modificato radicalmente tutto il genere teatrale.

Commedia dell’arte Stenterello in scena

Commedia dell’arte caratteristiche

Come già detto i teatri vengono formati in pianta stabile: le prime famiglie a farlo furono le famiglie Tron e Michiel che, in zona di San Cassiano, fecero queste apposite stanze, da lì ne nacquero molte altre come ad esempio il Teatro Sant’Angelo , ilTeatro San Luca ed il San Moisè. Con la costruzione dei teatri gli artisti possono cimentarsi in trame più complesse di quelle solite, infatti Carolo Goldoni fa passare gli attori dal Canovaccio (che sono dei semplici punti chiave che delineano a grandi linee la scena), al Copione vero e proprio come si conosce oggi (l’odierno copione è caratterizzato da battute, dialoghi e monologhi ben precisi, ed anche alcune indicazioni registiche, come l’uscita e l’entrata degli attori, oppure un gesto fondamentale ai fini della trama).

Si vede anche la prima donna attrice: vi è infatti un contratto che attesta che nel 10 ottobree 1564 la signora Lucrezia di Siena veniva assunta da una compagnia teatral per il periodo di carnevale, (periodo particolarmente propizio, anche in passato, per gli attori) di fatto il genere femminile approdò a teatro solo a fine secolo, prima sostituite da giovani adolescenti che ancora non avevano mutato la loro voce.

Con i teatri stabili molte compagnie smisero di essere girovaghe e divennero più stabili. Queste ultime erano considerate “compagnie di mestiere”  e chiamate Commedia all’improvviso, riconosciute da nobili e principi. Le altre, non riconosciute, rimasero comunque ma venivano considerate dei “ruba piazze” , esse non godevano ovviamente delle leggi e degli statuti che regolavano l’operato delle Commedie all’improvviso.

Le Maschere della Commedia dell’arte

Le Maschere della Commedia dell’arte erano intese sia le classiche, da calare sul volto, sia quelle senza. la prima tipologia era con, appunto, una maschera sul volto dai tratti animaleschi o che riprendevano i tratti del deomonio nelle rappresentazioni sacre di epoca antecedente, ad esempio Zanni, Arlecchino e Pantalone sono Maschere che richiamano il diavolo, una scimmia o gatto, come un volatile. Le Maschere della Commedia dell’arte senza la maschera sugli occhi come Colombina le si catalogano come tali, per via delle movenze ed i modi di parlare. Infatti tutte le Maschere della Commedia dell’arte hanno movenze e modi di parlare, stilizzate e stereotipate. Ed ora introduciamo la figura centrale di questo articolo: Stenterello, le origini e le caratteristiche

 

Commedia dell’arte Stenterello, origini e caratteristiche

Le origini di Stenterello risalgono al XVIII secolo a Firenze, l’autore si dice sia l’attore Luigi Del Buono (1751-1832), il quale viveva grazie alla bottega d’orologiaio, ma la sua passione per il teatro lo portò sulla scena definitivamente nel 1782, come caratteristica con la compagnia di Pietro Andolfati, lì dato il suo aspetto minuto e gracile è stato chiamato Stenterello

Infatti Stenterello in dialetto sgnifica “colui che è cresciuto a stento“. Lo Stenterello ufficiale infatti ha l’aspetto di un uomo basso, magro e gracile, con la carnagione giallastra, la fronte spaziosa, le ciglia arcuate ed un naso molto pronunciato. Di carattere è chiacchierone, impulsivo e pauroso, ma anche furbo e sempre pronto alle battuta pungenti, mai volgare, saggio ed ingenioso; una caratteristica che è l’effettivo fulcro della sua comicità è il fatto che tende a prendere sempre le parti dei più deboli, ma la tremarella alle gambe lo blocca sempre dalla paura.

E’ un personaggio disodinato, senza mai una lira che pare malandato: ed il suo abbigliamento non è da meno, infatti viene rappresentato con le calze spaiate, una giacca bul con risvolti scacchi rossi e neri, pantaloni neri stretti a palloncino, corti fino al ginocchio ed un panciotto giallo a pallini verdi; per la testa abbiamo un cappello a barchetta ed una parrucca con un codino.

Nella Commedia dell’Arte Stenterello rappresentail tipico fiorentino, senza una lira in tasca, con carattere allegro ed ospitale.

Ovviamente negli anni Stenterello ha lievemente cambiato aspetto e alcune caratteristiche, secondo l’attore che lo interpretava, ma l’originale era quello appena descrittovi, si potrebbe dire, in un certo senso, che il vero nome di Stenterello è Luigi Del Buono.

Commedia dell’arte Stenterello: Fatti e curiosità

Il personaggio di Stenterello viene citato in alcune opere che non sono la Commedia dell’arte infatti lo si può ritrovare in una poesia di Giosuè Carducci intitolata “Davanti a San Giudo”, che è una poesia sulla sua infanzia, sul passato che non ritorna e la contnua ricerca della felicità.

Oppure ancora lo troviamo nel ricettario del gastronomo Pellegrino Artusi  nella sua opera “La scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene”  difatti lo scrittore, per testimoniare la bontà di una ricetta chiama a testimone la Maschera Fiorentina aggiungendo che ne va matto.

A parte qeuste citazioni il nostro caro Stenterello ha dato anche il nome ad un periodico satirico Fiorentino pubblicato dal 1848-1849. Diciamo non molto fortunato ad occhio.

Nonchè da lui sono scaturiti molti modi di dire riferiti sempre ad una persona molto gracile e deboluccia all’apparenza.