Anfiteatro Rimini storia e struttura dell’edificio Romano

Anfiteatro Rimini storia e struttura dell’edificio Romano

Dicembre 2, 2018 0 Di Ilaria Ronchini

Anfiteatro Rimini storia e struttura dell’edificio Romano che domina il territorio in quel di Rimini. La Rimini che conosciamo oggi è cambiata molto nel corso del tempo. Subendo molti cambiamenti secondo le epoche e le influenze che subiva. Ma oggi parleremo solo di un monumento di Rimini, che trova la sua origine ai tempi degli antichi Romani, sito in via Roma, sorgeva nell’antica Ariminum, a est-nord-est della città, è un’anfiteatro che, per dimensioni, si avvicina di più al Colosseo: l’Anfiteatro Romano di Rimini.

Anfiteatro Rimini: Storia

E’ uno dei tre monumenti più grandi di Rimini, assieme all’Arco d’Augusto e il Ponte Tiberio.

Si ritiene che l’Anfiteatro sia stato eretto sotto l’Imperatore Adriano per via del ritrovamento di una moneta fra le mura dello stesso, con l’effige del suddetto imperatore (ritrovata durante gli scavi del 1843 e 1844) precisamente nel II secolo d.C.

L’ Imperatore Adriano volle far costruire l’anfiteatro per celebrare l’importanza della città di Rimini: di fatto essa era una città molto importante già da tempo, vi avevano inizio le principali vie consolari: come la via Flaminia costruita nel 220 a.C. che collegava la città di Rimini direttamente con Roma, ma vi partivano anche la via Emilia del 187 a.C. che la collegava alla città di Piacenza e la via Pomplia del 132 a.C. che portava nella città di Adria anche detta Aquileia. Non dobbiamo dimenticare che Rimini è una città portuaria e diventò una città fondamentale per il commercio ed i collegamenti con la Dalmazia. Nel 90 a.C. Rimini entrò di diritto a far parte dei municipi Romani, i suoi abitanti da allora furono in tutto e per tutto pari in termini di diritti e doveri ai cittadini Romani.

Come detto l’anfiteatro è stato costruito nel II secolo, specialmente fra il 119 e il 138 d.C., fu come tutti gli anfiteatri costruiti le lotte dei gladiatori, ma non fu una funzione che durò a lungo, infatti durante il tardo impero fu utilizzato come avamposto per tenere a bada i barbari, venendo inglobato insieme alle mura della città. Fu anche saccheggiato e lievemente distrutti dai barbari.

Fra l’alto ed il basso Medioevo dato che aveva anche una parte chiusa, ricoprì la funzione di lazzaretto, che era un luogo in cui venivano segregati e rinchuisi i portatori di malattie infettive, specie i portatori di lebbra; questo era collegato alla chiesa del Monastero di Santa Maria in Turre Muro. Dopo vennero tempi di magra, e come molti monumenti che erano considerati antichi,  finì per fare da cava, per costruire altri edifici dell’epoca. Cadde in disuso di lì a poco.

Alcuni documenti del 1763, parlano di alcuni scavi effettuati  dal muratore Stefano Innocenti per conto di uno speziale di nome Angelo Cavaglieri che voleva effettuare una breccia nelle mura per agevolare i suoi commerci, ma i Padri Cappuccini lamentarono dei lavori, che alla fine durarono circa sei mesi, lo speziale tentò di ottenere la proroga dei lavori ma, per la burocrazia lenta, non fu possibile avere la proroga.

L’anfiteatro fu poi riportato alla luce nel 1843 dallo storico Luigi Tonini. Cento anni dopo fu ripreso durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale subì grossi danni, e fu utilizzato come deposito armi, e risorsa CEIS (Centro Educativo Italo Svizzero).

Solo negli anni sessanta, del 900′, si ebbe una vera e propria valorizzazione e ristrutturazione dell’anfiteatro e dell’area antistante. Ad oggi dell’anfiteatro originale sono riconoscibili solo l’ingresso principale, i muri dell’arena e qualche accesso alle balconate. E viene utilizzato per mettere in scena molti spettacoli, che ancora oggi rappresentano una valida altrenativa ala vita mondana e frivola che si può incontrare nella riviera.

Anfiteatro a Rimini: l’edificio

L’Anfiteatro Romano a Rimini è di forma ellittica, i cui assi misurano rispettivamente: l’asse maggiore è di 118 ed il minore 88 metri. Le dimensioni del perimetro esterno sono di 117,7 x 88 metri e l’arena in cui si svolgevano i giochi misura 76,40 x 47,40 metri; l’altezza è di 16-17 metri. L’anfiteatro è composto da 4 anelli concentrici, ellittici, su cui potevano prendere posto 10.000-12.000 spettatori, che netravano dagli ingressi principali posto nell’asse minore dell’anfiteatro. Il portico esterno aveva in totale 60 arcate, di cui 2 sono ancora visibili ai giorni nostri, inglobati però nelle mura, proprio all’epoca delle invasioni barbariche.

L’Anfiteatro é oggi visitabile con la biglietteria sita in via Venezia e l’entrata in via Roma.