Leggenda della sirena del lago Carezza

Leggenda della sirena del lago Carezza

Dicembre 17, 2018 0 Di Ilaria Ronchini

Quale è la leggenda della sirena del lago Carezza? Nel Trentino Alto Adige, vicino al comune di Nova Levante in provincia di Bolzano, nell’alta Val d’Ega brilla un piccolo lago di nome Carezza (dal tedesco Karersee), circondato dagli abeti ai piedi dei monti Latemar ed gruppo del Catinaccio.

Caratteristiche del lago Carezza

Il lago Carezza viene anche chiamato lago “Arcobaleno” per via del suo colore cangiante secondo la stagione o addirittura l’ora del giorno. Questo lago in particolare ha preso il nome di lago Carezza per via di un articolare tipo di pianta denominata Caricaceae una famiglia di piante a foglia larga, ed il suo nome deriva da un’adattamento Italiano del termine.

Questo lago ha diverse profondità e larghezze, secondo i periodi dell’anno e delle condizioni meteo, per esempio a primavera inoltrata raggiunge la lunghezza di 287 m e la larghezza di 137 m,  con una profondità di 17 m, nel mese di ottobre però l’acqua raggiunge il suo punto più basso, arrivando ad una profondità di 6 m. Il lago di solito d’estate raggiunge i 13°C nel mese di agosto, arrivando a ghiacciare nel periodo invernale.

Il lago Carezza non sembra avere immissari, ma l’occhio s’inganna, perchè nelle sue profondità viene alimentato da delle sorgenti sotterranee.

Il lago è diventato meta turistica nel 2010, ma non si può accedere alle rive.

La leggenda di Ondina

Tempo fa in un tempo in cui stregghe e maghi ancora avevano un posto nel mondo, viveva nel lago Carezza una bellissima sirena di nome Ondina. Che ammaliava i viandanti e i paesani col suo soave canto.

Ondina era una ninfa riservata e schiva, ed ogni volta che si accorgeva che qualcuno la spiava si rituffava nelle acque del suo lago. Un giorno il mago Masarè la sentì cantare, ed incuriosito si avviò verso il lago, quando arrivò vide la splendida Ondina che cantava le use melodie e se ne innamorò perdutamente.

Tentò di avvicinarsi ancora di più alle sponde del lago, ma Ondina lo sentì arrivare e si immerse sott’acqua. Da quel giorno il mago tentò più e più volte di avvicinarla, ma senza successo. Disperato per il suo amore rifiutato chiese aiuto alla strega Langweda che gli consigliò di travestirsi a venditore ambulante di gioielli e costruire un’arcobaleno fra i monti Cantaccio e Latemar, raccomandandosi di non farsi vedere con le sue vere sembianze.

Pazzo di gioia il mago, con un’incantesimo eseguì il piano della maga: Ondina che non aveva mai visto un’arcobaleno salì in superfice, per ammirare meglio quello spettacolo magnifico. Il mago nell’imprudenza dell’amore si avvicinò a lei senza il travetimento. Appena Ondina lo vide però si rituffò nelle acque.

Allora il mago di fronte all’ennesimo rifiuto della sirena, furioso, distrusse l’arcobaleno e gettò tutti i gioielli nel lago.

Nessuno dei due fu più rivisto, ma da allora si dice che i gioielli che furono buttati nel lago Carezza vennero assorbiti da quest’ultimo, e a tutt’ora quando cambia colore è proprio grazie a quei gioielli, buttati nelle sue acque tanto tempo fa.

La statua del lago Carezza

Per commemorare la leggenda gli abitanti commissionarono una statua di bronzo raffigurante una sirena, appuna la nostra Ondina e le misero al centro del lago.

Leggenda della sirena del lago Carezza

Leggenda della sirena del lago Carezza

La particolarità è che questa statua, come l’originale emerge solo in alcuni  periodi dell’anno, quando l’acqua è bassa, nel restatne tempo è sommersa dal lago. Ma, specie d’inverno, se si aguzza la vista sotto il lago ghiacciato si può scorgere la bellissima statua di Ondina, in attesa del caldo per poter di nuovo cantare le use melodie.

Curiosità sul lago Carezza

Storicamente il lago Carezza è stata una delle mete preferita della Duchessa Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, anche conosciuta come la Principessa Elisabetta d’Austria, ovvero: la Principessa Sissi, che nelle agosto del 1897 vi trascorse uno dei suoi innumerevoli viaggi nel tentativo di evadere dalla sua triste vita e la rutine di corte, che le andava troppo stretta.

Leggenda della sirena del lago Carezza

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