Speciale: la leggenda dell’Albero di Natale

Speciale: la leggenda dell’Albero di Natale

Dicembre 21, 2018 0 Di Ilaria Ronchini

Per lo Speciale di Natale vi racconterò una storia dentro una storia, la leggenda dell’Albero di Natale, storia che ho inventato io in cui si racconta una leggenda natalizia, spero vi piaccia e colgo l’occasione per augurarvi buone feste!

 

Speciale: la leggenda dell’Albero di Natale

 

<<Nonna guarda, la neve!>>

mia sorella è entusiasta, è l’8 dicembre stiamo finendo l’albero, a casa di nonna c’è un’atmosfera allegra, e calda come sempre! La mia piccola Maira cerca di arrampicarsi sulla finestra, vuole assolutamente toccare la neve.

<<Maira vieni giù di lì!>>

La rimprovera mamma, lei sospira delusa e si allontana

<< Vieni Maira ti porto in giardino!>>

A quel punto lei strilla tutta contenta, le piace da morire la neve, ma anche il freddo in generale…  Beata lei, io lo detesto soffro il freddo più di ogni altra cosa. Maira parte spedita verso la porta, ma nonna la frena appena in tempo

<<Vieni qui diavoletto! Ti devi mettere il cappottino prima, fa freddo di fuori!>>

fra mille proteste di lei e le raccomandazioni di mamma usciamo al freddo e al gelo. Avrei preferito di granlunga rimanere a casa con una tazza di cioccolata calda fumnate fra le mani, ma voglio troppo bene alla mia sorellina per vederla triste.

Appena indossato il cappotto lei schizza via dalla porta come una furia. Io la rincorro, nel tentativo disperato di riacciuffarla, il giardino è piccolo, casa nostra è poco fuori città in una frazione doe ci sono una sacco di villette, ma si sa che le macchine passano ovunque

<<Presa! Piccola peste!>>

Sono corsa dietro a Maira per qualche metro e l’ho presa dall’altra parte della strada, sul prato che abbiamo di fronte a casa. Le faccio una pernacchia sulle guancette pienotte, ed una sul collo, mentre lei ride e mi prega di lasciarla andare. Il prato è già un po’ imbiancato; probabilmente nevicava da un po’ ma non ce ne siamo accorti.

<<Eliiisaaa…>>

Mi giro e vedo Antonio, che viene verso di noi con tutta la schiera di fratelli e cugini. Ha una numerosa: lui è il primo poi ci sono due femminucce, Anna e Valeria, poi due gemelli Marco e Francesco. Di cugini ne avrà una quindicina, ha molti zii, tutti sposati, sembrano la carica dei 101 quando arrivano, in paese infatti li chiamano così quando escono.

Tutta la cricca saluta allegramente mia sorella e si mettono a giocare a palle di neve, io mi metto a parlare con Antonio, mentre la nonna si ferma a parlare con la zia Rita, che ha accompagnato i piccoli al prato. Anotnio mi dice che hanno fatto l’albero ed il presepe questa mattina. Noi invece lo stavamo facendo giusto in quel momento in casa.

E’ ormai scesa la sera, i bambini sono tutti stanchi ed hanno fame, piano piano, sono venuti verso casa nostra tutti i parenti di Antonio, dovrebbe essermi cugiono di quattordicesimo grado, credo…

Finalmente rientriamo, Maira quasi barcolla, bagnata  ed inzaccherata com’è, per le palle di neve che ha preso, le dovrò fare il bagno. Dopo una lotta impari con lei, in cui anche io alla fine dei conti ho fatto il bagno, è l’ora della storia. Le zie e le mamme sono tutte in cucina chi a preparare chi a chiaccherare, gli uomini un po’ con loro un po’ a parlare di politica e noi piccoli tutti in salone con la nonna. Tutti si sistemano, stretti stretti, ognuno dove capita. L’atomsfera è calda, accogliente e carica d’attesa per la storia della nonna.

 

Ti piace la mia storia? Bene! ancora un po’ e la nonna racconterà una storia molto interessante.

Speciale: la leggenda dell’Albero di Natale

 

La nonna prende un respiro e comincia a raccontare:

<<Molto tempo fa, non lontano da qui, viveva un bambino come voi, che amava giocare, ridere e scherzare. Sapete che è tradizione prendere un ceppo di quarcia da bruciare nel camino la notte della viglia, ebbene, lui dopo prnazo uscì ed andò nel bosco vicino alla casa per cercarlo.

Camminando, camminando però il bimbo si spinse sempre più lontano, e si addentrò nel folto del bosco. Giunse la sera, ed il bimbo, disperato, tentò di tornare indietro, ma non riusciva più a trovare la strada. Camminava ormai da ore per il bosco, ma non riusciva ad uscirne. A quel punto era passato molto tempo ed era diventato notte fonda, e cominciò anche a nevicare. In quel bosco non c’erano grotte in cui ripararsi dalla neve, quindi cercò un’albero cavo in cui ripararsi.

Di lì a poco trovò una radura, con al centro un bellissimo abete, ricco di rami folti. Il bambino si andò a riparare sotto i suoi rami, con le lacrime agli occhi, si accoccolò ai piedi dell’abete, il quale ascolatando il pianto del bambino e commosso da quella piccola creatura smarrita, allungò i suoi rami e lo prese in braccio, cullandolo dolcemente fino a farlo addormentare.

Il giorno dopo, era il giorno di Natale, tutti gli abitanti del villaggio erano andati a cercare il piccolo bambino smarrito, una ragazza vide la radura e vi si addentrò, quando vide il bambino in braccio all’abete chiamò gli altri abitanti. Che accorsero meravigliati dalle parole che udivano. Il piccolo bambino, risvegliatosi per il trambusto, corse dalla mamma in lacrime, dicendo che aveva avuto tanta paura, ma che quell’abete generoso lo aveva salvato.

Gli abitanti, per ripagare lo spirito della sua bontà gli donarono ognuno qualcosa che avevaon indosso, mettendo sui suoi rami ogni genere di oggetto: scarpe, guanti, sciarpe. Qualunque cosa era buona come regalo.

Negli anni successivi, il gesto di regalare all’albero delle cose venne ripetuto, ma sta volta furono addobbi preparati a posta, piccole statuine raffiguranti angeli, elfi, stelle e piccole graziose palle dipinte con la scena a cui assistetero l’anno precedente. Così è nato l’albero di Natale, che noi addobbiamo tutti gli anni per le feste, è un modo per ringrazioare gli spiriti della natura, che ci proteggono in ogni momento della nostra vita.>>

Mia nonna solleva lo sguardo dalla platea e lo alza sulla cima dell’albero

<< Siate generosi con la natura e con gli uomini, bambini, perchè la gentilezza è l’essenza stessa della Natura!>>

E’ la mia storia preferita, quando ero più piccola era anche più ricca di dettagli, ma ormai nonna ha una certa età, è normale che si dimentichi le cose.

<<A tavola!>>

La mamma chiama tutti a raccolta, e come da tradizione inizia la baraonda per i posti, non è ancora Natale, ma già si respira l’aria natalizia in casa mia. Antonio mi prende per mano e mi chiede di sedermi vicono a lui…

Chissà, magari quest’anno, oltre ai regali, potrei ricevere: un bacio sotto il vischio.