Storia del Valle d’Aosta Torrette DOC

Storia del Valle d’Aosta Torrette DOC

Gennaio 26, 2019 0 Di Gabriele Dionisi

Qual è la storia del Valle d’Aosta Torrette DOC? effettivamente un vino poco conosciuto ma eccellente, la cui produzione è consentita esclusivamente nella regione Valle d’Aosta. Impareremo a conoscere questo vino raccontandone la storia, ma passando prima in rassegna alcune delle principali caratteristiche organolettiche e i migliori abbinamenti con il cibo a tavola.

Denominazione e vinificazione

Si tratta di uno dei vini valdostani attualmente più prodotti e che ricopre un’ampia zona della regione interessando ben undici comuni, denominazione nata nel 1971.

Il disciplinare prevede una vinificazione che sfrutti almeno il 70% del vitigno Petit Rouge e un 30% di altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione, come per esempio il Pinot Noir, il Gamay, il Fumin, il Vien de Nus, il Dolcetto, il Majolet o la Prëmetta.
Infine il disciplinare prevede un affinamento di almeno cinque mesi.

Caratteristiche organolettiche

Il Torrette è un rosso di buon corpo dal colore rosso rubino vivace con riflessi violacei. Il bouquet olfattivo è di grande carattere, possiamo sentire sentori fruttati di mirtillo e lampone, vegetali e di sottobosco, ma tra tutti odore prevalente è il profumo di rosa selvatica, odore che con l’affinamento tende a mandorlarsi. Il sapore dunque risulta secco, vellutato e con un leggero fondo amarognolo. Molto piacevole da bere grazie ad una trama tannica piuttosto morbida ed un finale lungo e persistente.

I migliori abbinamenti a tavola

Il Torrette è un vino a tutto pasto da servire alla temperatura di circa 18° gradi. In particolare, si sposa bene con le carni sia quelle più leggere, come per esempio le carni bianche, sia con le carni rosse, gli arrosti e la selvaggina. Un vino ottimo da consumare insieme ai formaggi locali di media stagionatura come la toma e la fontina, soprattutto se utilizzata per preparare gli “gnocchi alla fontina”, oppure con salumi e salsicce tipici.

Storia del Valle d’Aosta Torrette DOC

L’introduzione della vite in Valle d’Aosta sembra avere origini antichissime, alcuni semi di vite sono stati ritrovati nell’area di Saint-Martin-de-Corléans, nella periferia di Aosta, e databili al III millennio a. C.
L’ipotesi più attendibile ci dice che il popolo degli Aminei, originario della Tessaglia, diffuse la vite nell’Italia meridionale, giungendo poi al Nord attraverso il fiume Dora Baltea.

Alcune testimonianze scritte ci dicono che nella regione Valle d’Aosta il vino era ben presente durante l’età più antica, ma il reperto del primo impianto di vigna è stato ritrovato nel 1987 e si colloca tra il tardo antico e l’alto medioevo.
Alcune fonti ci dicono che durante il Medioevo era regola generale che il proprietario mettesse a disposizione di ogni privato affittuario due parti di bosco con l’obbligo di coltivarne una parte a vigna.

I primi documenti che attestano la presenza di vigneti in zone attualmente regolate con la denominazione di origine risalgono ai secoli XI-XIII. Si tratta di vigneti all’epoca situati nella zona del bacino di Aosta, attuale luogo di coltivazione del Torrette DOC.

Anche durante i secoli XIV-XVI troviamo tante citazioni che rimandano a zone legate alle attuali denominazioni di origine, come per esempio il “Blanc de Morgex et de La Salle”, citato in un documento del 1291 e i vigneti della zona di “Chambave”, citati in un atto del 1269.

Per quanto riguarda i vini prodotti nella Valle d’Aosta vi sono le prime tracce che partono dai ritrovamenti degli inventari del castello di Châtillon dei Conti Challant nei primi decenni del secolo XVI e poi del 1766 del castello di Issogne, di proprietà sempre dei Challant, dove risiedono ben 142 ettolitri di vino immagazzinati in trenta botti.

Ma è in epoca più recente, ovvero nel 1800, che abbiamo finalmente molte informazioni sulla viticultura valdostana grazie alle testimonianze del medico Lorenzo Francesco Gatta, socio della Reale Società Agraria di Torino. Egli ci racconta come la pergola o la spalliera erano sistemi di allevamento molto utilizzati, abbastanza diffusa anche la coltivazione ad alberello. Tante altre informazioni importanti ci vengono fornite nella sua opera “Il Saggio intorno alle viti e sui vini della Valle d’Aosta” pubblicato nel 1838.

Oggi, il territorio valdostano coltivato a vite risiede quasi interamente nella vallata centrale, percorsa dalla Dora Baltea, e si estende sulle pendici pedemontane che corrono da Pont-Saint-Martin a Morgex, interessando maggiormente le coste della sinistra orografica. L’attività vitivinicola della regione si sviluppa lungo il fondovalle che da Donnas si arrampica in meno di 90 chilometri fino ai milleduecento metri di Morgex, borgo posto alle pendici del Monte Bianco.

La Valle D’Aosta è una regione che produce lo 0,1% del vino italiano (47mila quintali di uva, un milione di bottiglie circa) e gli ettari coltivati a vite sono appena 463, di cui 301 DOC e 162 di altri vini (dati Istat 2010).

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