Romeo e Giulietta, da Verona a Siena

Romeo e Giulietta, da Verona a Siena

Febbraio 3, 2019 0 Di Ilaria Ronchini

Cosa c’è di meglio a San Valentino di una storia d’amore? La Storia d’amore con la S maiuscola, parliamo ovviamente di Romeo e Giulietta.

Partiamo da qui, partiamo da un passaggio storico della tragedia di William Shakespeare

ROMEO – Mia signora, per questa sacra luna che inargenta le cime di questi alberi, ti giuro…

GIULIETTA – Ah, Romeo, non giurare sulla luna, questa incostante che muta di faccia ogni mese nel suo rotondo andare, ché l’amor tuo potrebbe al par di lei dimostrarsi volubile e mutevole.
                       

 (William Shakespeare, Romeo e Giulietta atto II  scena II – Verona, il verziere dei Capuleti )

 

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Ricordi di #festa #amaecambiailmondo #vivoconcerti #musica

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Romeo e Giulietta la storia d’amore per eccellenza

“La più eccellente e lamentosa tragedia, di Romeo e Giulietta“, questo fu letteralmente il primo titolo attribuito alla tragedia, che tutti conoscono la storia di Romeo e Giulietta, la storia di due giovani amanti di cui il loro autore, messer William Shakespiere, ha scritto le gesta disperate:

All’inizio si racconta di due nobili famiglie di Verona,Montecchi e i Capuleti, nemiche da generazioni che avranno modo di porre fine ai loro tumulti solo con il tragico evento che tutti conosciamo. Il primo atto comincia con una rissa tra due famiglie, interrotta da Escalus, principe di Verona, il quale decreta che, se ci fossero stati altri scontri, i capi delle due famiglie sarebbero stati considerati responsabili e avrebbero pagato con la vita. Il conte Paride, un nobile, ha chiesto al Capuleti di dargli in moglie la figlia Giulietta. Il padre di Giulietta lo invita ad attendere perché ritiene la figlia ancora troppo giovane, ma gli permette di farle la corte e di attirarne l’attenzione durante il ballo in maschera del giorno seguente.

Il rampollo sedicenne dei Montecchi, Romeo, è innamorato di Rosalina, non vuole saperne delle sue attenzioni. Mercuzio (amico di Romeo e parente del principe) e Benvolio (cugino di Romeo) cercano, fallendo,  di distogliere Romeo dalla sua malinconia, quindi decidono di andare mascherati alla casa dei Capuleti per divertirsi e cercare di dimenticare. Romeo, che spera di vedere Rosalina al ballo, incontra invece Giulietta.

I due ragazzi parlando si innamorano. Prima che il ballo finisca la Balia rivela a Giulietta il nome di Romeo, che a sua volta viene a sapere del nome di lei. Dopo la festa Romeo si addentra nel giardino dei Capuleti durante la famosa scena del balcone, in cui i due ragazzi si dichiarano il loro amore e decidono di sposarsi in segreto. Il giorno seguente frate Lorenzo li unisce in matrimonio, sperando che la loro unione possa portare pace tra le famiglie.

Ma le cose precipitano quando Tebaldo, cugino di Giulietta, incontra Romeo e cerca di provocarlo a un duello. Romeo si rifiuta di combattere, ma Mercuzio raccoglie la sfida al posto suo.Tebaldo di ferisce ed uccide Mercuzio, e Romeo accecato dalla rabbia, uccide Tebaldo per vendicare l’amico. Il principe arriva precipitosamente che chiede chi abbia provocato rissa, Benvolio racconta di come è andata. Nel frattempo giungono le famiglie e Donna Capuleti mette in

Romeo e Giulietta, da Verona a Siena

Romeo e Giulietta, da Verona a Siena

dubbio le parole di Benvolio poiché è un Montecchi, allora il principe condanna Romeo all’esilio: dovrà quindi lasciare la città prima dell’alba del giorno seguente altrimenti sarà messo a morte.

Giulietta apprende intanto dalla sua balia della morte di Tebaldo (suo cugino) e del bando per Romeo e chiede disperata si reca da frate Lorenzo, dove Romeo ha trovato rifugio per incontrarlo. Nel frattempo il conte Paride incontra i Capuleti per chiedere delle nozze con Giulietta e questi decidono di fissare la data per giovedì. I due sposi riescono a passare insieme un’unica notte d’amore. La mattina dopo Giulietta apprende dai suoi genitori delle nozze con Paride e al suo rifiuto viene verbalmente aggredita dal padre, che minaccia di diseredarla e cacciarla dalla sua casa. Giulietta chiede invano conforto alla sua Balia e poi, fingendo un ravvedimento, manda questa a chiedere ai suoi il permesso di andare a confessarsi con frate Lorenzo per espiare il torto fatto con il suo rifiuto.

La scena seguente si apre con un dialogo fra frate Lorenzo e Paride, il quale annuncia il matrimonio con Giulietta, la quale arriva, va congedare il conte e si rivolge disperata al frate. Frate Lorenzo, esperto in erbe medicamentose, consegna a Giulietta una pozione-sonnifero che l’avrebbe portata a uno stato di morte apparente solo per quarantadue ore. Nel frattempo il frate manda il suo fidato assistente, a informare Romeo affinché egli la possa raggiungere al suo risveglio e fuggire da Verona. Tornata a casa Giulietta finge la propria approvazione alle nozze e una volta giunta la notte beve la pozione e si addormenta nel profondo sonno. Al mattino la balia si accorge sconvolta della “morte” di Giulietta.

Romeo viene a sapere da un suo servo della morte della sua sposa. Romeo disperato si procura quindi un veleno con l’intento di tornare a Verona, dare l’estremo saluto alla sua sposa e togliersi la vita.

Nel frattempo frate Lorenzo apprende da frate Giovanni la mancata consegna a Romeo. Il quale dopo aver guardato teneramente Giulietta un’ultima volta e sul punto di raggiungerla nella morte,  si avvelena.

Giulietta si risveglia alla vista di Romeo morto accanto a lei, si uccide trafiggendosi con il pugnale di quest’ultimo e si unisce a lui nella morte.

Questa è la storia; ma da dove nasce il mito? Alcuni ipotizzano che Shakespire, in realtà non sia Inglese ma Italiano, questo spiegherebbe le divere opere tutte ambientate in Italia, ma ce ne sono talmente tante di storie su di lui che sarebbe impossibile elencarle tutte. Direi quindi di andare con ordine.

“Mariotto e Gannozza” di Massuccio Salernitano

Molti ritengono che l’opera sopracitata sia in realtà la vera ispirazione dell’immortale opera di Shakespire, in questa sede approfondiremo l’autore e parleremo della sua opera.

L’autore dell’ispirazione

Massuccio Salernitano, alias Tommaso Guardati, un novellista Salernitano che, insieme a “Boccaccio” col suo Decameron e a Dante Alighieri con il suo “De Monarchie”, nel medioevo finì nell’ “Indice dei libri proibiti della Chiesa Cattolica“, a causa del suo senso anticlericale, molto presente nella sua intera opera, che si intitola il “Novellino”.

Non si sa di preciso dove nacque, se a Salerno o a Sorrento, ma si sa che nacque nel 1410, menbro di una nobile famiglia, fu scrittore e novellista Italiano. Da giovane tentò la carriera eccelsiastica, abbandonata per la carriera di funzionario Statale, si trasferì presso la corte di Alfonso d’Aragona, alla cui corte abbracciò il pensiero umanista. Dopo il 1440 sposò Cristina de Pandis, fanciulla di nobili natali dalla quale ebbe 5 figli.

Dopo il 1463 lo scrittore tornò a Salerno dove fu segretario del principe Roberto Sanseverino, dove vi morì nel 1475.

Il Novellino

Masuccio viene ricordato a tutt’oggi solo per la raccolta del “Novellino”, molto criticato all’epoca perl a sua posizione nettamente contro la chiesa, tanto che finì nella prima versione dell’ “Indice dei libri priobiti“. Il “Novellino” è una raccolta di 50 racconti di carattere satirico/grotteschi, che venne pubblicata postuma nel 1476. Ed una delle novelle è proprio “Mariotto e Ganozza”.

Mariotto e Ganozza dal Novellino

Queso è il trentatreesimo racconto dell’opera, nonchè il più famoso. Ambientata a Siena racconta una storia molto simile a quella di Shakespire.

C’è da dire però che quest’ultimo, forse prese Verona come città per via del vicentino Luigi da Porto che nel 1524 riscrisse l’opera trasferendo le vicende a Verona, cambiando i nomi dei due amanti in quelli che conosciamo contrapposti dalla guerra fra guelfi e ghibellini.

Trama

Siena era divisa dalla guerra fra due famiglie: i Tolomei (guelfi) e i Slimbeni (ghibellini). Mariotto era un Tolomei e Ganozza una Salimbeni, che si incontrarono nella piazza principale della città durante il ritrovamento di una statua, dove fu poi installata. Fra i due fu amore a prima vista, tanto che decisero presto di sposarsi in gran segreto, all’oscuro delle loro famiglie.

Romeo e Giulietta, da Verona a Siena

Romeo e Giulietta, da Verona a Siena

Come Romeo anche Mariotto si cacciò in un brutto guaio: a causa di un litigio con un concittadino, che finì con la morte di quest’ultimo, Mariotto dovette fuggire per evitare la pena di morte. Si nascose nella città di Alessandria d’Egitto. Ganozza, per non stare lontana dall’amato, come Giulietta bevve un liquido che le avrebbe dato la morte apparente (c’è da dire che qui l’autore insiste molto sul fatto che Ganozza, invece di avere paura, prende il veleno alla leggera, proprio come potrebbe fare una ragazzina).

Il frate che l’aveva auitata col piano mandò un messagio al povero Mariotto, ma fu preceduto da un’amico del protagonista, che, distrutto dal dolore, si recò di nuovo a Siena per rivedere la sua amata. Nel frattempo Ganozza si era risvegliata, e aveva lasciata indisturbata la cripta di famiglia ed insieme al frate corre verso Mariotto ad Alessandria. Ma una volta giunta scopre che Mariotto era tornato a Siena, e tenta una corsa disperata contro il tempo per fermarlo.

Ma Mariotto, che si era travestito da pellegrino per entrare nella città, venne scoperto a profanare la cripra dei Salimbeni, per raggiungere la sua amata, e fu condannato a morte per tutti i suoi crimini.

Quando Ganozza giunse in terra natia, seppe che Mariotto era stato impiccato 3 giorni prima, e non potendo vivere snza di lui, si andò a rinchiudere in un monastero dove morì di dolore.