Santa Rosa da Viterbo quando si festeggia e le informazioni sulla santa

Santa Rosa da Viterbo quando si festeggia e le informazioni sulla santa

Marzo 21, 2019 0 Di Ilaria Ronchini

Di solito non tratto argomenti religiosi, specie in questa rubrica, in cui volevo mantenere un carattere più esoterico, ma questa volta non posso non fare un’eccezione: di recente ho visitato la città di Viterbo, una città fantastica, e piena di fascino: la leggenda di Santa Rosa da Viterbo matrona della città mi ha colpito non solo per il fatto che è morta giovanissima, soli 19 anni, ma anche per il curioso caso di conservazione del corpo della Santa. Se non sapete di cosa parlo continuate a leggere, scoprirete delle bellissime suggestioni, nei posti in cui meno ve lo aspettate.

Santa Rosa da Viterbo

Santa Rosa da Viterbo

Santa Rosa da Viterbo

La vita ed i miracoli

Tutto comincia a Viterbo nel 1233, in una modesta famiglia di contadini, presso i quali il 9 luglio nacque Rosa, una bambina molto particolare, nata con una rara malformazione denominata “agenesia totale dello sterno”, tale malformazione consiste nella mancanza assoluta dello sterno; spesso le persone che vi nascono non sopravvivono al terzo anno d’età, perché lo scheletro, mancando una parte, non riesce a sostenere il peso del corpo, portando il soggetto al collasso.

Santa Rosa da Viterbo

Santa Rosa da Viterbo

Inoltre più recenti esami medici hanno diagnosticato alla bambina la Pentalogia di Cantrell malattia trasmessa dal gene X la quale comprende 5 sintomi: difetti nella parte addominale, in particolare sopra l’ombelico, mancanza di una parte del diaframma, malfunzionamento nel pericardio del diaframma, difetti della parte inferiore dello sterno e mal funzionamenti cardiaci di varia natura.

Molti sostengono che lei fu mantenuta in vita da quello che possiamo definire un miracolo stesso: infatti si dice che a Rosa apparve in sogno Gesù che le diceva che se avesse messo sul petto un rametto di salvia durante la notte, e avesse masticato delle foglie di menta il giorno, sarebbe vissuta a lungo. La prima è conosciuta nell’erboristeria per effetti benefici sulla circolazione del sangue e per le sue proprietà astringenti; mentre la mente ha proprietà anestetiche e fa bene anche al cuore e ai nervi. Insomma Gesù le avrebbe protetto il cuore per farla portatrice di miracoli.

Già in tenera età Rosa fece i suoi primi miracoli: per esempio trasformò il pane in rose. Rosa, da bambina generosa qual’era, era solita mettere da parte del pane per portarlo ai bambini poveri del quartiere, all’oscuro dei genitori, il padre vedendo il comportamento strano della figlia, e sotto suggerimento di uno dei vicini, il padre l’aspettò fuori alla porta, e quando lei l’aprì le chiese che cosa stava andando, quando le mostrò il contenuto del suo grembiule al padre vi erano  delle rose al posto del pane.

Oppure all’età di cinque anni, mentre attingeva l’acqua da una fontana, vicino a lei vi era un’altra bambina a cui cadde una brocca che si frantumò, piangendo la bambina si difese dalle grida della madre dicendole che era stata Rosa a farla cadere, lei per tutta risposta si avvicinò alla brocca e la fece ritornare intera.

Il punto saliente della vita di Rosa però si ebbe all’età di 10 anni, si ammalò gravemente, nulla sembrava curarla, finchè non le apparve in sogno la Madonna, che le disse che doveva farsi monaca presso il Terzo Ordine Francescano, Rosa guarì di lì a poco tempo ed andò presso l’Ordine, ma le monache la rifiutarono e lei predisse che l’avrebbero accolta fra loro prima o dopo la sua morte.

infatti dopo la sua morte le monache accolsero la sua salma, avevano verificato i miracoli sopra citati e tanti altri.

Difese addirittura la città di Viterbo dagli attacchi di Federico II che la esiliò nel Vitorchiano, i genitori tentarono di far desistere il sovrano, dato che era pieno inverno al momento dell’esilio e Rosa poteva non sopravvivere, ma a discapito di tutte le previsioni, ci riuscì e rientrò nella città di Viterbo nel 1250 dopo la morte di Federico II, del quale aveva predetto la morte anni prima.

La morte e la canonizzazione

La morte di Rosa avviene il 6 marzo 1251, all’età di 18 anni, inizialmente venne sepolta nel cimitero comune, nella parrocchia di Santa Maria in Poggio, venne effettuato un funerale cattolico classico, con ornamenti di rose e sepoltura

Santa Rosa da Viterbo

Santa Rosa da Viterbo

nella nuda terra.

Da quel giorno in poi molti fedelissimi delle santa e anche gente comune, si recarono alla tomba per pregare, o chiedere grazie, le quali furono tutte esaudite. Ciò non fece che aumentare la fama di Rosa tanto che nel 1251, le autorità sia laiche che ecclesiastiche pregarono l’allora Papa Innocenzo IV di farla Santa, costui acconsentì e, secondo i costumi dell’epoca fece riesumare il corpo: erano passati 18 mesi dalla sepoltura della fanciulla, il corpo doveva essersi consumato almeno un po’, invece lo trovarono intatto, senza il minimo segno di corruzione temporale, perfino le rose con cui era stara seppellita erano intatte. Si gridò al miracolo e si decise di seppellirla all’interno delle chiesa di Santa Maria in Poggio dandole una sepoltura più ufficiale, dove vi rimase per i 6 anni successivi.

Papa Innocenzo IV iniziò il processo di Santificazione, ma non ne vide mai la fine.

Nel 1254 la chiesa era scossa da vari tumulti, le famiglie romane, infatti si contendevano sempre più aspramente il territorio, ed il Papa Alessandro IV, non sentendosi più al sicuro, decise di trasferire la sede papale presso la città di Viterbo, trasferimento che avverrà 3 anni dopo.

Alcuni mesi dopo il suo trasferimento la Santa gli apparve per tre volte, il Papa, già al secondo sogno andò presso la chiesa di Santa Maria in Poggio, oggi Chiesa della Crocetta, inizialmente le cariche di quella chiesa, non volevano mostrare al Papa dov’era sepolta, perchè temevano per l’incolumità del corpo. Ma la Santa stessa col terzo sogno disse al Papa che avrebbe trovato la sua tomba sotto una fioritura di rose, infatti il terzo giorno, il Papa con i suoi accoliti trovarono il corpo e vedendo che era ancora incorrotto lo trasferirono presso il Monastero delle Clarisse, in cui aveva chiesto di entrare in vita.

Così il 4 settembre del 1258 la piccola Rosa realizzò il suo sogno.

Santa Rosa continuò fare miracoli anche dopo la morte, come una volta che predisse ad una monaca che sarebbe caduta dal campanile. La fama di Santa Rosa cresceva sempre di più, e nel 1367, una candela cadde sulla teca in cui Santa Rosa era stata messa, incendiò l’intera chiesa, il fuoco sciolse addirittura la teca attorno la Santa ma il corpo della stessa, non fu per nulla toccato dal fuoco. Infatti le monache tirarono fuori il corpo intatto.

Il corpo

La questione del corpo di Santa Rosa è molto particolare, perchè, come già detto più volete durante l’articolo il corpo a tutt’oggi è incorrotto. Ed ho visto con i miei stessi occhi quanto, si il corpo, logicamente si deperito, ma la pelle è intatta e senza processi di mummificazione. Mi sento di dire che è effettivamente un miracolo, vi dico che nel rinascimento, gli storici hanno determinato che i fedeli potevano toccare il corpo della Santa attraverso un’ apertura nella teca, quindi era esposta a sbalzi di temperature, germi, e batteri vari.

In più nel 1921 furono effettuate delle ricognizioni nel suo corpo, nelle quali si voleva verificare lo stato di decomposizione degli organi, i quali risultarono del tutto intatti, specie il cuore, il quale fu estratto e messo dentro ad una reliquia d’argento.

Santa Rosa da Viterbo

Santa Rosa da Viterbo

Nel 1996 fu indetta una nuova indagine scientifica fece emergere che Rosa era,appunto una ragazza fra i 18 e i 20 anni, al momento della morte, che avesse la Pentalogia di Cantrell, una ferita al braccio sinistro che corrisponde a una notizia storica, che riporta che in cui la Santa subì durante l’assedio di Federico II.

Determinarono anche la fisicità di Rosa: infatti hanno determinato che era altra 1,55 m, al momento della morte, occhi blu, i quali, ancora oggi si possono vedere se si osserva l’occhio della Santa con una lente di ingrandimento; e capelli scuri, addirittura fecero un ricostruzione del volto della Santa.

A tutt’oggi il processo di santificazione è ancora in corso, si sta lottando per far sì che sotto Papa Francesco venga santificata.

La Macchina di Santa Rosa

Questa cerimonia, avviene ormai da ben quattro secoli: infatti ogni anno il 3 settembre, viene ricordato lo spostamento

del corpo di Santa Rosa dalla chiesa  di Santa Maria in Poggio, fino all’attuale Santuario di Santa Rosa. 

La Macchina di Santa Rosa compie un percorso di un kilometro per le vie della città, passando da Porta Romana, l’entrata a sud di Viterbo fino al Santuario di

Santa Rosa da Viterbo

“Ali di luce” (2003/2008) -Santa Rosa da Viterbo

Santa Rosa, sito praticamente dall’altra parte della città. Una processione maestosa accompagna sin dall’antichità la macchina, che passa per le strette vie di Viterbo. La processione monopolizza tutta la città che dalla chiesa di San Sisto, accanto a Porta Romana da lì i Facchini di Santa Rosa trasportano la monumentale macchina per facendo tappa in Piazza Fontana Grande, Piazza del Plebiscito (la piazza comunale), Piazza delle Erbe, Corso Italia (passando davanti alle chiese di Santa Maria del Suffragio e la chiesa di Sant’Egidio, Piazza Verdi (o del teatro) fino al Santuario.

Questa macchina nel tempo si è allungata nel tempo, e di conseguenza anche appesantita, perciò il comune ha fissato l’altezza a non più di 30 metri, il che però non varia più di tanto il pesi che comunque si aggira attorno alle 51 tonnellate, che vengono trasportate a spalla dai Facchini di Santa Rosa, 100 uomini, che percorrono il tragitto in un atto di fede solenne.

La Macchina di Santa Rosa nel 2013 fu nominata Patrimonio dell’UNESCO.