I 5 migliori vini italiani

I 5 migliori vini italiani

Aprile 10, 2019 0 Di Gabriele Dionisi

I 5 migliori vini italiani? L’Italia è il Paese delle eccellenze vinicole, sono tanti i vini che meriterebbero uno spazio in questa lista, ho deciso però di selezionarne solo alcuni, quelli considerati tra i più rappresentativi e popolari, e per questi motivi etichettabili tra i migliori vini italiani.
Parleremo dell’Amarone Valpolicella, del Vermentino di Gallura, del Bolgheri Rosso, del Verdicchio dei Castelli di Jesi e del Primitivo di Manduria.

Quali sono i 5 migliori vini italiani?

In elenco parliamo nel dettaglio dei cinque migliori vini italiani, indicando alcune caratteristiche chiave della denominazione, le caratteristiche organolettiche e i principali abbinamenti a tavola.

In ordine troverai:

  • Amarone Valpolicella
  • Vermentino di Gallura
  • Bolgheri Rosso
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi
  • Primitivo di Manduria

Amarone Valpolicella

I 5 migliori vini italiani Amarone della Valpolicella

L’Amarone della Valpolicella è un vino rosso passito secco DOCG, uno dei migliori vini rossi italiani, prodotto esclusivamente nella Valpolicella in provincia di Verona. Il disciplinare prevede un uvaggio ben definito: tra il 45% e 95% di uva Corvina, Corvinone massimo 50%, Rondinella dal 5% al 30%.

La zona di produzione della denominazione va dal lago di Garda fino a quasi al confine con Vicenza. Tra le valli e le colline della Valpolicella esiste un particolare clima e suolo fondamentali per la crescita delle uve.

Caratteristiche organolettiche

L’Amarone è un vino alcolico, generalmente tra i 14° e i 16° gradi, ma nonostante questo, l’Amarone si presenta molto equilibrato, mai troppo tannico o acido, senza rinunciare però a struttura e forza.

Il colore è di un rosso rubino molto intenso, con riflessi granati e arancioni che con l’invecchiamento divengono sempre più accentuati.

Al naso si percepisce un profumo molto accentuato e persistente. Il bouquet richiama un’ampia gamma floreale di frutti di bosco, amarene, ciliegie, prugne, ma anche spezie e cioccolato. Con il tempo emergono sentori di caffè, tabacco e cuoi, nei casi di invecchiamento intorno ai 10 anni.

Il gusto è secco, robusto e pieno, con una marcata astringenza mai esagerata, un vino vellutato, caldo ed equilibrato.

Il sapore è fruttato e leggermente amarognolo, con l’invecchiamento emergono sentori di muschio e goudron (catrame). Le caratteristiche organolettiche dell’Amarone Valpolicella sono uniche e danno vita ad un vino perfetto e inimitabile.

Abbinamenti a tavola con il cibo

Si consiglia di servire l’Amarone ad una temperatura di 18-20° stappando la bottiglia qualche ora prima e di farlo decantare. Servirlo poi in dei calici ampi per liberare al meglio tutti i sentori.

Data la complessa struttura e l’alcolicità, l’Amarone, si presta bene per abbinamenti con piatti invernali e speziati. Vino perfetto per la carne, in particolare con arrosti, brasati, stracotti e spezzati, ma anche con la selvaggina e il pollame.

Leggi l’articolo completo e scopri di più sull’Amarone Valpolicella.

Vermentino di Gallura

I 5 migliori vini italiani Vermentino di Gallura

Il Vermentino di Gallura è uno dei migliori vini bianchi italiani, insieme al Cannonau, è rappresentativo ed emblematico della regione Sardegna.

Il Vermentino di Gallura ha origini spagnole, è giunto in Sardegna solo negli ultimi decenni del XIX secolo, passando prima dalla Corsica e poi dalla Liguria.

La denominazione nasce nel 1996 e prevede, per la produzione del vino l’impiego di uva Vermentino, molto dolce e feconda, per un minimo del 95% ed un eventuale utilizzo di altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Sardegna, pari al 5%.

Attualmente è una DOCG della Sardegna e la produzione è consentita esclusivamente  nella Gallura, zona Nord Orientale della Sardegna, che include le provincie di Olbia-Tempio, Sassari e Nuoro.

Caratteristiche organolettiche

Il Vermentino di Gallura è un vino di buona struttura e alcolicità, di facile beva. Il colore è il tipico giallo paglierino intenso con riflessi tendenti al verdognolo.
Il bouquet olfattivo è molto ricco e vario, vino dal profumo sottile e delicato è possibile percepire aromi di frutta fresca, agrumi, erba di campo, fiori e anche qualche nota di vaniglia.

Il gusto è pieno ed equilibrato, sostenuto da una buona acidità, al palato risulta secco, sapido (caratteristica inconfondibile di questo vino) e con un finale tendente ad un leggero gusto amarognolo.

Abbinamenti a tavola con il cibo

Il Vermentino va servito ad una temperatura di servizio di 8/10 °C ed è perfetto per i menu di mare, un vino un po’ a tutto pasto, o meglio, a tutto pesce, infatti può essere consumato sia con gli antipasti che con primi e secondi, ottimo anche come aperitivo se servito molto freddo, diciamo intorno ai 6 °C.

Attenzione però, alcune aziende tendono a produrre un Vermentino più strutturato del solito, in questo caso il vino è abbinabile anche a piatti di terra, in particolare con carni bianche delicate, come per esempio il pollo, oppure con verdure e funghi.

Leggi l’articolo completo e scopri di più sul Vermentino di Gallura.

Bolgheri Rosso

I 5 migliori vini italiani Bolgheri Rosso

La denominazione Bolgheri Rosso è una DOC del 1984 prodotta nella zona di Bolgheri, frazione del comune Castagneto Carducci in provincia di Livorno.

Qui nella frazione di Bolgheri della provincia di Livorno si concentra oggi tutta la produzione del Bolgheri che nel 1994 viene fregiata della denominazione DOC, segnando la storia di un vino italiano conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Il primo disciplinare risale al 1983 e prevede che la produzione avvenga esclusivamente nella frazione di Bolgheri con i seguenti uvaggi:  0-100% Cabernet Sauvignon, 0-100% Merlot, 0-100% Cabernet Franc, 0-50% Syrah, 0-50% Sangiovese, < 30% complementari (Petit Verdot e altri). Produzione massima di 90 q.li/ha e commercializzabile solo dal il 1° settembre successivo alla vendemmia.

Caratteristiche organolettiche

Il Bolgheri rosso è in generale un vino elegante ed equilibrato, con una grande bevibilità, in grado di manifestare tutto il proprio carattere mediterraneo, grazie al connubio perfetto tra territorio, microclima e uve.

Il colore del vino è di un rosso rubino carico ed acceso, tendente al violaceo con riflessi granati. All’olfatto il vino risulta di buona intensità.

Al gusto il vino risulta pieno e vellutato, dal sapore asciutto e armonico. Al palato colpisce la rotondità e la morbidezza, accompagnata alla vivace freschezza di una leggera componente acida.

Abbinamenti a tavola con il cibo

Come già accennato sopra, il Bolgheri Rosso è un vino di grande piacevolezza e bevibilità, morbido e poco impegnativo, ma ottimo da bere a tavola con la migliore cucina saporita toscana.

Si consiglia l’abbinamento con carni bianche intense o carni rosse, dal pollo, vitello, coniglio, anatra fino a manzo e vitellone. In particolare, si consiglia un abbinamento con arrosti e brasati. Ottimo per accompagnare la selvaggina da piuma, funghi e formaggi stagionati.
Consigliato servire alla temperatura media di 16-18 gradi.

Leggi l’articolo completo e scopri di più sul Bolgheri Rosso.

Verdicchio dei Castelli di Jesi

I 5 migliori vini italiani Verdicchio dei Castelli di Jesi

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi, insieme al Verdicchio di Matelica, è uno dei migliori vini delle Marche e uno dei Verdicchi migliori al mondo. 

I vini della DOC prevedono, oltre alle più particolari versioni spumante e passito, il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC e Classico Superiore DOC, prodotto nelle province di Macerata e di Ancona, la cui menzione “Classico” è riservata al vino ottenuto dalle uve raccolte nella zona originaria più antica.

Poi ci sono i vini della DOCG, ovvero il Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva DOCG e Riserva Classico DOCG, ai quali è richiesto un invecchiamento minimo di 18 mesi di cui almeno 6 in bottiglia a decorrere dal 1° dicembre dell’anno di vendemmia.

Un’apposita bottiglia a forma di anfora, ispirata ai manufatti etruschi, è stata sperimentata e creata  per il Verdicchio dei Castelli di Jesi e che viene utilizzata anche per imbottigliare i vini francesi della Provenza.

Caratteristiche organolettiche

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è un vino bianco secco dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini, il profumo floreale e fruttato.

Al naso esprime note di fiori bianchi ed erbe aromatiche, aromi di frutta, agrumi, mela e pesca.

Al gusto l’acidità è marcata, ma gradevole. Il sapore risulta armonico, con un retrogusto lievemente amarognolo, è caratterizzato da sapidità e freschezza mai eccessive, con un’ottima persistenza all’assaggio e una buona morbidezza.

Un vino ottimo fin da giovane ma che mostra il meglio di sé soprattutto quando viene affinato più a lungo, sviluppando caratteri terziari di grande finezza, i quali danno vita ad un prodotto di grande intensità gusto-olfattiva.

Abbinamenti a tavola con il cibo

Bisogna considerare che il Verdicchio dei Castelli di Jesi lascia sul finire un gradevole sapore di mandorla o un più deciso amarognolo. In quest’ultimo caso l’abbinamento a materie prime particolarmente salate, amare o affumicate si rivela ben poco piacevole. Si consiglia quindi di non abbinarlo a piatti eccessivamente saporiti.

Parliamo però di un vino a tutto pasto, dagli antipasti ai secondi, grazie alla sua struttura e persistenza che ci consentono di paragonarlo quasi alla struttura corposa di un vino rosso. Si consiglia di servirlo ad una temperatura media di 8-10 °C.

Leggi l’articolo completo e scopri di più sul Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Primitivo di Manduria

I migliori 5 vini Primitivo di Manduria

Il Primitivo di Manduria è un vino DOC del 1974 la cui produzione è consentita nella provincia di Taranto, in particolare nell’area della città di Manduria. Un vino così buono e tipico che viene definito “Il Re della Puglia”.
Il nome “Primitivo” deriva dalla precoce maturazione del vitigno rispetto alle altre varietà di vino pugliese.

La produzione massima di uva deve essere di 90q / ha. Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità non può essere inferiore a 3.500 ceppi per ettaro. Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo deve essere di 14% vol. Tutte le operazioni di vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento, devono essere eseguite nella zona DOC.

Il vitigno utilizzato per la produzione di questo vino è al 100% l’omonimo Primitivo, vitigno molto maturo che viene vendemmiato a fine agosto. Un vitigno a bacca rossa che viene coltivato con il tipico allevamento ad alberello,  caratterizzato da buona produttività si tratta di uve dal colore blu scuro, ricoperte da un abbondante strato di pruina.

Caratteristiche organolettiche

Vino dal colore rosso rubino intenso che aumenta con l’invecchiamento. Un vino caldo, sontuoso e avvolgente, con un bouquet fruttato di prugna e ciliegie sotto spirito, marmellata di mirtilli, a cui si aggiungono fiori appassiti, note speziate e inconfondibili profumi di macchia mediterranea e sale, in generale un profumo leggero ed aromatico.

Al palato è strutturato, caldo, giustamente tannico, mediamente acido, morbido, leggermente salato e ben modulato con profondità di sorso e buona bevibilità, nonostante l’altra gradazione che si aggira tra i 14° e i 15° gradi. Il sapore è dunque pieno ma armonico.

Abbinamenti a tavola con il cibo

Questo vino accompagna alla perfezione i saporiti piatti della cucina locale pugliese come, ad esempio, quelli a base di carni rosse grigliate, arrosti, stufati ma anche cacciagione, selvaggina, pastasciutte col ragù e salumi stagionati.

Il Primitivo di Manduria ben si adatta anche ad essere servito con zuppe ricche e corpose e coi formaggi stagionati e saporiti, soprattutto quelli a base di latte caprino e pecorino, o il tipico cacioricotta. In generale si parla di cibi e piatti in grado di bilanciarne la tannicità e l’alta gradazione.

Leggi l’articolo completo e scopri di più sul Primitivo di Manduria.

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