Le curiosità del Maschio Angioino: la storia del castello napoletano

Le curiosità del Maschio Angioino: la storia del castello napoletano

15 Aprile, 2019 0 Di Rosanna Auriemma

Sono tante le curiosità del Maschio Angioino, molte sono conosciute, altre meno. Castel Nuovo, meglio conosciuto come Maschio Angioino, è uno dei castelli simbolo della città di Napoli. Fortezza e dimora signorile nel Medioevo, il baluardo ha raccolto intorno a sé gli sguardi e l’interesse di intere popolazioni. Il castello, divenuto importante centro di cultura sotto il regno angioino, ad oggi rappresenta una delle mete più ambite dai turisti. Entriamo nel dettaglio e vediamo insieme le curiosità del Maschio Angioino.

Per anni il bastione è stato al centro dei racconti popolari. Storia e leggende si mescolano, accrescendo la curiosità dei visitatori. Il fascino di una struttura secolare, che nella maestosità trova il suo punto di forza, rappresenta il fiore all’occhiello della città. Culla di arte e bellezza, il Maschio Angioino è anche la sede di mostre e visite guidate, che offrono un tour completo dell’intero castello. A ciò si aggiunge una crescente richiesta di celebrazioni di matrimoni da parte di coppie che vogliono coronare il loro sogno d’amore in una delle più suggestive location di Napoli.

La storia e l’origine del nome

Lo storico castello fu fatto erigere per volontà di Carlo I D’Angiò. Dopo aver sconfitto gli Svevi, nel 1266 il re decise di spostare la capitale del regno da Palermo a Napoli. La nuova monarchia insediatasi nella città non sembrò soddisfatta delle due fortezze già esistenti: Castel dell’Ovo (I secolo a.C.) risultava troppo vecchio per ospitare la famiglia reale, mentre Castel Capuano (1160) non vantava una buona posizione strategica. Furono questi i motivi che spinsero il re ad affidare all’architetto francese Pierre de Chaule la costruzione del maniero.

Il “Casturm Novum”, da cui deriva il nome, fu completato in soli 5 anni e divenne la dimora dei regnanti. Ben presto il castello fu ribattezzato come Maschio Angioino: il termine medioevale deriva dal fiorentino “mastio”, la torre più alta e sicura in caso di attacchi.

Dagli angioini agli aragonesi: le curiosità del Maschio Angioino

Il re, pur avendo portato a compimento il progetto del castello, non riuscì mai ad abitarvi. Carlo I D’Angiò morì nel 1285 durante una campagna militare per sedare rivolte nel sud Italia. A lui successo il figlio, Carlo II lo Zoppo, che durante il suo regno intensificò i rapporti tra Chiesa e trono. Nel 1309 con Roberto il Saggio il Maschio Angioino divenne culla di arte e cultura, dando ospitalità alle più grandi firme del tempo, come Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio. Pietro Cavallini e Montano d’Arezzo si occuparono di affrescare le pareti, mentre Giotto si dedicò alle decorazioni della Cappella Palatina.

Dal 1343 Giovanna I si insediò nel castello. Tormentate vicende con il re d’Ungheria, nonché suo cognato, Luigi I il Grande, costrinsero la regina ad abbandonare la sua dimora. La sovrana fu a lungo perseguitata dal fratello del marito, dopo essere stata accusata di aver organizzato l’assassinio del coniuge, re Andrea. La dinastia angioina terminò con il passaggio al trovo di Giovanna II, intorno alla quale ruotano numerose leggende.

Il 1443 fu l’anno che segnò l’inizio della dinastia degli Aragona. Il sovrano Alfonso d’Aragona affidò i lavori di restauro all’architetto catalano, Guillem Sagrera. Furono aggiunte cinque torri così da consentire la fortezza di resistere a qualsiasi attacco da parte dei nemici. Tra il 1485 e il 1486 il figlio, Ferdinando I, fu coinvolto nella “congiura dei Baroni”. La vicenda storica si concluse all’interno dell’omonima sala nel castello, la “Sala dei Baroni”. Qui Ferdinando, proponendo una riappacificazione, invitò tutti i congiurati alla festa di nozze della nipote e ordinò l’arresto.

A causa dei saccheggi nel corso degli anni, l’edificio fu più volte ristrutturato sotto il regno di Carlo di Borbone nel 1734, per poi divenire arsenale di artiglieria con Ferdinando I di Borbone.

Curiosità: la leggenda della Fossa del coccodrillo

A Napoli si narra che la regina Giovanna II, ultima sovrana della dinastia angioina, fosse una donna tanto lussuriosa quanto sanguinaria. Tra le numerose vicende ad essa legate, si fa risalire alla regina la presunta pratica di adescare dal popolo partenopeo uomini risoluti che si prestassero per trascorrere la notte con lei. Dopo aver soddisfatto le sue voglie, se ne sbarazzava facendoli scomparire in una botola nei sotterranei del castello. Ad attenderli vi era un coccodrillo giunto dall’Africa, che amava cibarsi di carne umana.

Un’altra versione vede il coccodrillo protagonista di numerose sparizioni di prigionieri che, una volta arrestati, venivano sbranati e portati in mare aperto.

Cosa visitare nel Maschio Angioino

Oggi il castello è sede del Museo Civico e della Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria. Le sue porte sono aperte al pubblico dal lunedì al sabato, offrendo ai turisti la possibilità di prendere parte a visite guidate alla scoperta dei tesori nascosti nella fortezza. Le tappe principali da non perdere sono: la visita alla Sala dei Baroni, alla Sala dell’Armeria e alla Sala della Loggia. La Cappella Palatina, invece, rappresenta l’unica testimonianza di ciò che resta della costruzione medioevale. Le sue pareti conservano veri e propri capolavori di Giotto con il ciclo delle Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento. Nei sotterranei del castello sono ancora visitabili le prigioni, ove sorge la famosa Fossa del coccodrillo e la prigione dei Baroni. Il Museo Civico offre una mostra permanente, proponendo l’esposizione di sculture e dipinti del Barocco, del Rinascimento e dell’Ottocento napoletano.

Matrimonio con rito civile al Maschio Angioino

Oggi il Maschio Angioino è una delle mete più ambite dalle coppie di giovani sposi che vogliono coronare il proprio sogno d’amore. La Sala della Loggia è l’unico luogo messo a disposizione dal Comune di Napoli per la celebrazione dei matrimoni con rito civile. Numerosi, infatti, sono i napoletani che per il grande evento scelgono di sposarsi in una delle più eleganti location partenopee. Scopri di più sul sito del comune di Napoli.