Vinificazione del Cerasuolo d’Abruzzo

Vinificazione del Cerasuolo d’Abruzzo

Aprile 30, 2019 0 Di Gabriele Dionisi

Qual è la tipologia di vinificazione del Cerasuolo d’Abruzzo? Molti pensano che il Cerasuolo d’Abruzzo sia un rosato, ma non è così. Il Cerasuolo d’Abruzzo è un vino rosso vinificato in bianco, segue appunto la vinificazione in bianco e non la vinificazione in rosato, tanto meno la vinificazione in rosso. Oltre alla vinificazione del Cerasuolo d’Abruzzo parleremo anche delle sue caratteristiche organolettiche, della zona di produzione, della storia e dei principali abbinamenti a tavola.

Le caratteristiche del Cerasuolo d’Abruzzo DOC

Andiamo a conoscere le principali caratteristiche del Cerasuolo d’Abruzzo parlando della zona di produzione, delle uve e del vitigno, del terreno e del clima, delle caratteristiche organolettiche e della storia del Cerasuolo d’Abruzzo.

Zona di produzione del Cerasuolo d’Abruzzo

La DOC “Cerasuolo d’Abruzzo” e “Cerasuolo d’Abruzzo Superiore” è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti dal vitigno Montepulciano almeno all’85% e un massimo del 15% di altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione nella regione Abruzzo.

La forma di allevamento generalmente più usata è la pergola abruzzese, negli ultimi anni si stanno espandendo anche l’uso delle forme a spalliera semplice o doppia.
Il disciplinare prevede che il Cerasuolo d’Abruzzo venga prodotto esclusivamente nelle province di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo, una zona che spazia dall’intera fascia collinare costiera e quella pedemontana della regione Abruzzo.

Le formazioni collinari coltivate sono costituite da depositi pliopleistocenici caratterizzati da composizione variabile: argille con sabbia, sabbie silicee più o meno argillose, in generale si tratta di terreni con struttura sabbioso-argillosa.
Il clima è di tipo temperato con notevoli escursioni termiche tra giorno e notte favorite dalla vicinanza del Gran Sasso e della Maiella, le cui ventilazioni determinano le condizioni ottimali per l’accumulo di sostanze aromatiche sulle uve.

Storia del Cerasuolo d’Abruzzo

La presenza della vite e della produzione dei vini nell’area di produzione indicata sopra, risale a Polibio, storico greco del 200 a.C., che narrando le gesta di Annibale dopo la vittoria di Canne (216 a.C.) lodava i vini di quest’area.

La prima notizia storica sulla presenza del vitigno Montepulciano in Abruzzo (vitigno principale per la produzione del Cerasuolo d’Abruzzo), è contenuta nell’opera di Michele Torcia dal titolo Saggio Itinerario Nazionale pel Paese dei Peligni fatto nel 1792. Dopo di lui, molti altri storici e scrittori hanno parlato di questo vino: ricordiamo Panfilo Serafini (1854), Andrea Vivenza (1867) e Edoardo Ottavi e Arturo Marescalchi con l’opera dal titolo  Vade-Mecum del commerciale di uve e di vini in Italia (1897-1903), in particolare si parla anche della provincia di Chieti, dove si producevano vini cerasuoli (cerasella) diventati poi tra i vini più tipici dell’Abruzzo.

Momento storico importante per il Cerasuolo d’Abruzzo è stato a metà degli anni ’60 quando i produttori ottennero il riconoscimento della DOC, precisamente nel 1968.

Caratteristiche organolettiche del Cerasuolo d’Abruzzo

Il Cerasuolo d’Abruzzo ha un caratteristico colore rosa ciliegia brillante con sfumature più o meno cariche. Viene scambiato per uno vino rosato, ma in realtà è un rosso vinificato in bianco.

Al naso il Cerasuolo d’Abruzzo presenta un odore gradevole, fruttato, fine e intenso, finemente vinoso. Note fruttate delicate di lampone, melograno e ciliegia e floreali, di geranio e garofano, in un sottofondo delicatamente speziato.

Al palato il Cerasuolo d’Abruzzo si presenta in genere fresco e sapido, secco, morbido, armonico, di corpo, solitamente equilibrato e abbastanza persistente, con chiusura minerale e un retrogusto gradevolmente mandorlato.

A tavola il Cerasuolo d’Abruzzo si abbina alla perfezione con zuppe di pesce, pesce alla griglia, ma anche salumi delicati, carni bianche arrosto e formaggi di media stagionatura.

Vinificazione del Cerasuolo d’Abruzzo

Il Cerasuolo d’Abruzzo segue il processo di vinificazione in bianco, pertanto si tratta di un vino rosso (prodotto con uve rosse) vinificato in bianco. Non si tratta di un vino rosato, infatti questi tipi di vini seguono una specifica vinificazione con l’intento di produrre un vino dal colore rosa, ma non è questo il caso.

La vinificazione in bianco

Questo tipo di vinificazione si basa sulla “pressatura soffice”, mentre la vinificazione in rosso (o in nero) si basa sulla pigiatura.

Entrando più nel dettaglio, a differenza dei vini rossi, che derivano da una fermentazione alcolica in presenza delle parti solide della bacca, i vini bianchi derivano dalla fermentazione del succo d’uva.

L’estrazione e la chiarificazione dei mosti dei vini bianchi precedono sempre la fermentazione alcolica: il colore del vino non deriva perciò dal colore delle uve, ma dall’assenza di macerazione delle uve ammostate durante la fase alcolica.
Si realizza comunque una certa macerazione, che ha luogo in assenza di alcol, durante la fase prefermentativa, quando si effettuano le operazioni suddette di estrazione e chiarificazione del succo.

Durante la vinificazione si esercita una bassa pressione sul vendemmiato con l’utilizzo di macchine “soffici”. L’obiettivo è quello di limitare le azioni meccaniche che possono danneggiare le bucce, aumentando la pressione della pigiatura in modo costante e progressivo, ottenendo così un processo di pressatura soffice.

Un fantastico Cerasuolo d’Abruzzo DOC è sicuramente quello prodotto da Masciarelli, uno dei principali viticoltori della regione.

Ora conosci il processo di vinificazione del Cerasuolo d’Abruzzo, un vino italiano unico al mondo, scopri quali sono i migliori vini italiani.