Castel dell’Ovo a Napoli la storia dell’uovo

Castel dell’Ovo a Napoli la storia dell’uovo

Maggio 10, 2019 0 Di Flavia Cantini

 

Castel dell’Ovo a Napoli: quale leggenda nasconde il castello più antico di Napoli? Il castello sorge sull’isolotto di Megaride, non lontano dal lungomare cittadino, su cui a metà VII secolo a.C. sbarcarono i Cumani che, in seguito, fondarono il primo centro urbano (l’antica Neapolis) sul Monte Echia.

Sull’isolotto venne costruita la magnifica Villa del patrizio romano Lucullo che, con tutta probabilità, si estendeva, tra fontane e giardini, fino all’attuale Piazza del Municipio e che rimase in piedi fino all’epoca tardo romana.

La leggenda

Castel dell’Ovo a Napoli custodisce una leggenda molto pittoresca, la stessa cui deve il nome. Si racconta, infatti, che il poeta latino Virgilio, considerato un mago in epoca medievale, avesse nascosto nelle segrete del castello un uovo magico riposto in una caraffa di vetro piena d’acqua e protetto da una gabbia di ferro appesa a una trave di quercia.

Tutto questo affinchè il castello non crollasse mai e la città non subisse danni: da “quell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna del Castel Marino” (ovvero Castel dell’Ovo). Si narra ancora che il 26 luglio del 1370 una forte mareggiata colpì l’isolotto e fece crollare parte dei bastioni del Castello. Di questo fatto approfittò un prigioniero, Ambrogio Visconti, che si diede alla fuga e, nella fretta, urtò la gabbia e fece rompere l’uovo. Allora, il castello cominciò a crollare insieme al Monte Echia.

La città era in panico: fu così che la Regina Giovanna ordinò di sostituire l’uovo di Virgilio con un altro uovo affinchè il Castello e la città di Napoli potessero continuare a resistere senza danni negli anni futuri.

 

Cosa vedere a Castel dell’Ovo

Oggi il Castello è raggiungibile dal Lungomare di Napoli tramite un ponte sul mare ed è circondato da Borgo Marinari, vivace zona di bar e locali dove rilassarsi da mattina a sera.

Da vedere al suo interno sono la Torre Maestra, la Torre Normanna, i ruderi della Chiesa del Salvatore e le cinque colonne della Villa di Lucullo, nonché i cosidetti “romitori” ovvero celle dei monaci scavate nella roccia di tufo che presentano resti di affreschi (nel Medioevo, monaci si insediarono nella Villa di Lucullo e diedero vita a un lazzaretto).

Ancora, meritano una visita il Carcere della Regina Giovanna (o Sala delle Prigioni), la Sala delle Colonne e  l’Istituto Italiano dei Castelli dove ammirare la mostra fotografica permanente dedicata all’architettura delle fortificazioni della regione Campania.L’ingresso al Castello è gratuito e gli orari di apertura sono: nei mesi estivi dalle 9 alle 19.30 nei giorni feriali e dalle 9 alle 14 nei festivi mentre nei mesi invernali dalle 9 alle 18.30 nei giorni feriali e dalle 9 alle 14 nei giorni festivi.