La Congiura dei Pazzi

La Congiura dei Pazzi

Maggio 18, 2019 0 Di Flavia Cantini

Duomo di Firenze: che cosa accadde il 26 Aprile 1478 al suo interno? La famosissima e crudele congiura dei Pazzi.

Oggi ripercorriamo un pezzo di storia di Firenze e del suo Duomo, la pittoresca e sempre ammirata Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Uno dei simboli del capoluogo toscano, che oggi accoglie migliaia di turisti, verso la fine di Aprile del 1478 fu teatro della celebre Congiura dei Pazzi ai danni della famiglia dei Medici.

Ma cosa avvenne in particolare all’interno del Duomo di Firenze? E perchè la famiglia dei Pazzi voleva porre fine all’egemonia dei Medici uccidendo i fratelli Lorenzo (detto poi il Magnifico) e Giuliano con il sostegno del Papa Sisto IV della Rovere e di altri soggetti quali la Repubblica di Siena, il Ducato di Urbino e il Regno di Napoli?

Le motivazioni dell’attentato

Quali sono state le motiviazioni che hanno scatenato la congiura dei pazzi? Si racconta che la scintilla che inasprì gli animi tra la famiglia dei Pazzi e quella dei Medici si accese nel 1477 durante la questione per la cospiscua eredità che Beatrice Borromei, moglie di Giovanni de’ Pazzi, doveva ricevere dopo la morte del padre. Infatti, fu proprio allora che Lorenzo de’ Medici promulgò una legge retroattiva che privava le figlie femmine dell’eredità in assenza di fratelli, facendola passare direttamente ad eventuali cugini maschi. In questo modo, Lorenzo impedì una notevole crescita del patrimonio dei Pazzi.

Inoltre, un altro motivo di forte scontro tra le due famiglie ci fu quando, sempre nel 1477, Lorenzo rinfacciò ai Pazzi di aver prestato al Papa 30.000 ducati (prestito negato invece da Lorenzo) per aiutare il nipote a impossessarsi della contea di Imola, troppo vicina ai confini fiorentini.

Con gli animi così accesi, la famiglia dei Pazzi iniziò a tramare per attentare alla vita dei due fratelli Medici.

In particolare, furono Jacopo e Francesco de’ Pazzi a dare il via alla congiura dei Pazzi insieme all’arcivescovo di Pisa, al Papa e ad altri soggetti influenti nella scena politica del tempo.

L’attentato nel Duomo di Firenze

Inizialmente l’idea era quella di avvelenare i due fratelli durante il banchetto da loro organizzato a Villa Fiesole il 25 aprile 1478. Ma, proprio quel giorno, Giuliano non si presentò a causa di un problema di salute.

Ed è qui che entra in gioco il Duomo di Firenze. I Pazzi e i loro alleati decisero di pugnalare Lorenzo e Giuliano durante la messa di domenica 26 aprile.

Quella mattina, la congiura prese il via nel momento in cui il sacerdote alzava l’ostia consacrata e l’attenzione di tutti, anche quella dei fratelli Medici, era rivolta al rituale che prevedeva di inginocchiarsi e chinare il capo.

Fu proprio allora che i congiurati si avventarono su Giuliano che venne ucciso da Francesco de’ Pazzi con una pugnalata al torace.

Diversa fu la sorte di Lorenzo: inizialmente colpito di striscio al collo con una pugnalata da Antonio da Volterra, riuscì a estrarre il proprio pugnale per difendersi e ad allontanarsi di qualche metro.

Ancora oggi, non rimane del tutto chiaro come Lorenzo il Magnifico sia riuscito a salvarsi la vita fuggendo nella Sagrestia delle Messe insieme ad alcuni fedeli.

Quando si capì che l’attentato era ormai stato sventato, Lorenzo si recò in Piazza della Signoria con i suoi alleati e lì, acclamato dal popolo, pose fine alla congiura dei Pazzi con una serie di esecuzioni pubbliche dei congiurati.

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