Sa Filonzana la maschera femminile del carnevale sardo

Settembre 18, 2019 0 Di Ilaria Ronchini

Oggi voliamo in Sardegna terra ancora oggi un po’ selvaggia, famosa per le sue bellezze e per la bontà dei suoi sapori. Ma non molti magari, conoscono il lato folkloristico di questa splendida isola: parliamo della Sa Filonzana, ovvero “la filatrice”.

«Ma perché lei che dì e notte fila,
non gli avea tratta ancora la conocchia,
che Cloto impone a ciascuno e compila…»

Dante Alichieri, Divina Commedia, Purgatorio, Canto XXI, 25-27

La storia e le origini della Sa Filonzana

Le origini della Sa Filonzana si sono perse nel tempo, ma una cosa è certa, è “sorella” alle Parche o Moire, che dir si voglia, le Parche sono figure mitologiche greco- romana antichissime:non si sa di chi siano figlie se della Notte, o dell’unione diZeus e Temi (la dea della giustizia)o Zeus Mnemosine (colei che possiede la memoria e che in origine diede i nomi alle cose), sono coloro che hanno in mano il filo del destino degli uomini. Inizialmente le parche erano una sola chiamata Parca che proteggeva il parto, successivamente furono aggiunte Nona e Decima, poi alla prima Parca le fu mutato il nome in Morta.

Nella cultura Greca vengono chiamate Moire: la più giovane viene chiamata Clòto (Klothes) che fila lo stame della vita; Lachesi era la seconda sorella, più grande ed era la Moira che svolgeva il il filo della vita sul fuso, decidendo il destino di uomini e dei; l’ultima sorella, la più anziana veniva chiamata Àtropo (l’immutabile o l’inevitabile), le era affidato il compito di recidere il filo della vita, decretando la morte degli esseri viventi.

Ebbene la Sa Filonzana è la triade racchiusa in un unico essere.

la Sa Filonzana viene vista spesso durante il carnevale Sardo, compare solitamente alla fine del corteo, filando di continuo, come monito dopo la baldoria della festa. Può anche capitare che si approccia per qualche attimo ad uno degli spettatori filandogli davanti, tutti hanno paura che il filo si spezzi, dato che rappresenta la vita umana, come segno di malaugurio. La gente ne prova paura e rispetto, ma nessuno la vuole intorno.

La Sa Filonzana anticamente era l’apri fila di una processione di bambini che nella notte di capodanno, andavano in giro di casa in casa, questuando frutta e dolciumi, la tradizione vuole che le porta a cui la Sa Filonzana si spalancasse e, appunto, offrire tutti i dolci e la frutta che avevano in casa. In caso contrario la Sa Filonzana si rivolge ai padroni di casa, con frasi o proverbi tradizionali, ovviamente di malaugurio.

L’aspetto della Sa Filonzana

Sa Filonzana la maschera femminile del carnevale sardo

Sa Filonzana la maschera femminile del carnevale sardo

La Sa Filonzana viene rappresentata come una vecchia signora ingobbita e zoppa, vestita di nero, con uno scialle nero. Con un ago da una parte ed il filo dall’altra, è sempre ambigua come maschera, anche cattiva a volte; che minaccia sempre di spezzare il sottilissimo filo che tesse, di continuo. Ed indossa una maschera antropomorfa, anch’essa nera.